|
|
Storia dell' europa orientale
- CFU 6, 6(m)
- Obiettivi formativi
L'obiettivo formativo è una conoscenza storiografica avanzata, proiettata anche sui principali temi dello sviluppo dell'attuale Europa orientale contemporanea. Il corso verterà sui principali avvenimenti e problemi storiografici legati alla vicenda storica dell'Europa orientale tra 1918 e 1991. Si intende approfondire, in particolare, gli aspetti storici, politico-economici e sociali riferibili allo sviluppo dell’Europa centro-orientale, dopo la fine della prima guerra mondiale.
- Programma del corso
La fine della prima guerra mondiale, la dissoluzione dei grandi Imperi plurinazionali (ottomano e asburgico) e la trasformazione di quello zarista in nuovo sistema politico e istituzionale ispirato alle teorie marxiste relative alla soppressione della proprietà e dell'economia di mercato – l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) - aprono scenari internazionali nuovi e imprevisti. Le potenze vincitrici tentano, con la Conferenza della Pace di Versailles di disegnare un nuovo assetto europeo e internazionale avente come obiettivo la costituzione di un nuovo sistema di relazioni internazionali per dare concreta attuazione alle speranze e alle attese maturate nei popoli durante i difficili anni della guerra. La dissoluzione dei grandi Imperi plurinazionali – "le prigioni dei popoli" – avrebbe dovuto aprire una nuova epoca caratterizzata dalla presenza di quelle nazionalità finalmente libere di costituire un proprio Stato nazionale, sovrano, libero e indipendente secondo la maturazione del pensiero politico avvenuta nel secolo XIX. Il Congresso di Vienna del 1815, la Santa Alleanza e la Restaurazione post napoleonica rappresentano altrettanti momenti della riscossa reazionaria finalizzata a vanificare il portato modernizzatore della rivoluzione francese, della fine dell'assetto "nobiliare" del sistema sociale e della ascesa della borghesia come forza propulsiva di un cambiamento, questo sì, di portata epocale. La tensione ideologica interna alle varie società produce effetti contrastanti aprendo un periodo di crisi e di instabilità lungo un ventennio. Il successo della rivoluzione russa del 1917, il mito di una palingenesi sociale e di un riscatto sociale delle classi oppresse diviene per molti un mito che finisce per oscurare i chiari e inequivocabili segnali di un regime totalitario ideologico, politico ed economico assolutamente nuovo e difficilmente riconducibile alle "categorie" politiche occidentali relative all'autoritarismo e al totalitarismo: l'Unione sovietica è qualcosa di più e di diverso potendosi rintracciare in quel sistema confusi elementi della cultura politica teocratico-religiosa-patrimoniale di tipo zarista oppure modelli di assolutismo asiatico.
Il corso verrà impartito con un carico di 6 CFU e si avvarrà di momenti seminariali aperti a docenti e studiosi esterni. Bibliografia: Biagini A., Storia dell'Ungheria contemporanea, Bompiani, Milano 2006 Pommier Vincelli D., Italia, Austria e la nuova Europa centro-orientale, Nuova Cultura, Roma 2010 Per i non frequentanti aggiungere: A. Biagini-F. Guida, Mezzo secolo di socialismo reale, Giappichelli, Torino 1997.
-
Testi (A)dottati, (C)onsigliati
-
1.
(A)
Antonello Biagini
Mezzo secolo di socialismo reale
Giappichelli
1997
-
2.
(A)
Daniel Pommier Vincelli
Italia, Austria e la nuova Europa centro orientale
Nuova cultura
2010
» Pagine/Capitoli: tutto
-
3.
(A)
Antonello Biagini
Storia dell'Ungheria contemporanea
Bompiani
2006
- Altre informazioni / materiali aggiuntivi
Il programma da 6 cfu per frequentanti include: Daniel Pommier Vincelli La Romania dal comunismo alla democrazia Nuova cultura; Antonello Biagini Storia della Romania contemporanea, Bompiani. Per i non frequentanti aggiungere: Antonello Biagini Mezzo secolo di socialismo reale, Giappichelli.
- Metodi didattici
- Modalità di valutazione
MATERIALI DIDATTICI
|
News
|