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Bioetica speciale
- CFU 5
- Prerequisiti
Nessun prerequisito. Naturalmente, la conoscenza - pur sommaria - dei problemi fondamentali affrontati dalla bioetica agevola senz'altro la comprensione e l'analisi valutativa delle diverse tematiche e argomentazioni.
- Obiettivi formativi
Il Corso si propone due obiettivi. Il primo è la conoscenza e la presa d'atto di quanto oggi si sostiene in bioetica da vari autori di area laica: impossibilità di una dimostrazione razionale dell'etica, non cognitivismo etico, negazione della sostanza e anche della sostanzialità della persona, utilitarismo. Il secondo obiettivo è l'acquisizione di un "habitus" critico, da cui una valutazione senza pregiudizi della bioetica laica, dei suoi presupposti e delle sue conseguenze pratiche.
- Programma del corso
Titolo del Corso: La bioetica laica generale di H. T. Engelhardt Jr. e i suoi limiti. Il Corso si articola in due moduli: uno di 10 ore, l'altro di 20. 1. Presentazione della bioetica di H. T. Engelhardt Jr. Partendo dall'attuale contesto culturale - il postmoderno - caratterizzato da una pluralità di posizioni, Engelhardt ritiene da un lato che le culture siano impermeabili, e irrelate tra loro, e dall'altro che la ragione non sia capace di fondare un'etica contenutistica. L'unica via percorribile per la bioetica, allora, è quella formale, fondata su alcuni principi generali di tipo formale, riconducibili essenzialmente alla non interferenza a alla beneficenza. Detti principi sono basati non su argomenti razionali, che secondo Engelhardt non sarebbero condivisibili da tutti - stante la diversità dei sistemi culturali -, ma sul consenso, meglio sul contratto - come da mercato - di coloro che vogliono risolvere i conflitti di etica e bioetica in modo pacifico. 2. Analisi critica della posizione di Engelhardt. Le osservazioni alla bioetica laica formale di Engelhardt sono varie. Intanto, non è vero che le culture sono autarchiche, insulari: espressioni parziali dell'umano, esse hanno un punto - decisivo - di riferimento nella comune umanità e nella ragione. Quanto poi alla bioetica laica, altro è se essa prescinde dalla religione, dalle religioni, altro è se elimina la divinità - sostanzialmente, o anche solo metodologicamente -, perché in tal caso pregiudica già il senso dell'esistenza, dal quale dipendono essenzialmente molte questioni di bioetica. Inoltre, i principi della bioetica di Engelhardt non sono affatto formali come pretende l'autore - la libertà come valore assoluto è un elemento sostanziale, alla pari di altri che sono tipici delle etiche contenutistiche -, sono riduttivi - nessuno spazio all virtù, alla vita buona -, sono sopprattutto infondati. Ancora: la bioetica di Engelhardt è puramente convenzionalistica, consensualistica, contrattualistica, e come tale non è capace di attingere e garantire, tanto meno di costituire, la verità e il bene in etica e bioetica. Infine, la negazione della sostanzialità dell'uomo finisce per approdare alla disequazione, divaricazione, tra "essere umano" e "persona" - cosa che Engelhardt sostiene espressamente -, da cui la negazione della dignità di ogni essere umano, con pesanti conseguenze su alcune questioni delicate della bioetica - aborto, infanticidio, eutanasia, ecc. -. Vero è, invece, che la ragione è in grado, con le sue sole forze, di dimostrare un'etica sostanziale sia nel fondamento ultimo dell'obbligazionne sia nei contenuti essenziali, onde la piena legittimazione di una bioetica contenutistica, di valore universale.
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Testi (A)dottati, (C)onsigliati
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1.
(A)
H. T. Engelhardt Jr.
Manuale di bioetica
Il saggiatore
1999
» Pagine/Capitoli: pp. 35-209.
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2.
(A)
E. De Dominicis
Sulla bioetica laica generale di H. T. Engelhardt Jr.
Simple
2009
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3.
(C)
E. Sgreccia
Manuale di bioetica, vol. I, Fondamenti ed etica biomedica
Vita e pensiero
2007
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4.
(C)
C. Vigna - S. Zanardo (a cura di)
La regola d'oro come etica universale
Vita e pensiero
2005
- Metodi didattici
- Modalità di valutazione
MATERIALI DIDATTICI
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