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Filosofia delle forme simboliche - mod.2
- CFU 6
- Prerequisiti
Conoscenze basilari di linguistica moderna, di filologia testuale, interesse verso le forme della conoscenza, interesse verso le culture orali e verso le civiltà del vicino Oriente (Grecia, Albania, Bulgaria, Romania, Serbia, etc.).
- Obiettivi formativi
Destare una nuove sensibilità verso quel che L. Wittgenstein chiamava “l’additare oltre”. Mostrare il funzionamento dei sistemi simbolici nelle pratiche umane più durature (le arti, i riti, lo scambio e il dono), senza mancare di cogliere il ruolo che le cose hanno nell’economia del mondo delle persone.
- Programma del corso
Simbolo, simboli – Segni, Simboli e Segnature – Teorie del simbolo nella Grecia classica e nella Tarda Antichità – La semiotica di Agostino di Ippona – Le teorie del simbolo nella cultura bizantina – L’Occidente mutilato e il recupero dell’Oriente.
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Testi (A)dottati, (C)onsigliati
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1.
(C)
Marcello La Matina
Texts, Pictures and Scores.
Peter lang
2002
» Pagine/Capitoli: per intero
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2.
(A)
Thomas A. Sekeok
Segni
Carocci
2003
» Pagine/Capitoli: per intero
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3.
(A)
Giorgio Agamben
Signatura Rerum. Saggio sul metodo
Bollati boringhieri
2008
» Pagine/Capitoli: per intero
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4.
(A)
Tomas Spidlik – Marko Rupnik
Una conoscenza integrale. La via del simbolo
Lipa
2010
» Pagine/Capitoli: per intero
- Altre informazioni / materiali aggiuntivi
P. S. Il testo di M. La Matina, Text, pictures and scores (Frankfurt/Main 2002) è obbligatorio per gli studenti di lingua inglese, per gli studenti Erasmus e per gli uditori e studenti che intendono seguire il Corso in lingua inglese o lo hanno selezionato come advanced course.
- Metodi didattici
- Modalità di valutazione
- Lingue, oltre all'italiano, che possono essere utilizzate per l'attività didattica
Francese, Inglese e Tedesco
- Lingue, oltre all'italiano, che si intende utilizzare per la valutazione
Inglese
MATERIALI DIDATTICI
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News
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Forme simboliche II semestre
10/03/2013
La Filosofia delle Forme simboliche è anche chiamata Filosofia dei linguaggi. Essa nasce da una costola della filosofia analitica del linguaggio verbale. Il suo ambito di indagine è costituito dalle manifestazioni più diffuse e più antiche dell'antropogenesi: la musica, la danza, il culto, il rito. Mentre, perciò, la filosofia analitica del linguaggio (al singolare) studia principalmente il Significato delle asserzioni et similia, noi ci occupiamo analiticamente del Significante, che mostra sé fin nelle più antiche forme della vita umana. Questa filosofia tratta il linguaggio come fatto plurale, perché non assume come norma l'uso linguistico delle sole società europee (od occidentali) colte, ma cerca nella pluralità degli usi l'elemento ogni volta nomologico. La Filosofia dei linguaggi prende insomma sul serio l'affermazione del filosofo Ludwig Wittgenstein, quando scriveva così:
"Nessun fenomeno è in sé particolarmente misterioso, ma ciascuno lo può diventare per noi, e ciò che contraddistingue lo spirito umano al suo risveglio è appunto che per esso un fenomeno diviene Significante. Si potrebbe quasi dire che l'uomo è un animale cerimoniale. Questo è in parte sbagliato, in parte assurdo, ma contiene anche qualcosa di giusto. Vale a dire che si potrebbe cominciare un libro di antropologia nel modo seguente: Se si osserva la vita ed il comportamento degli uomini sulla terra, si vede che essi, oltre ad azioni che si potrebbero chiamare 'animali' quali nutrirsi, etc. etc. etc., svolgono anche azioni che hanno un carattere peculiare e che si potrebbero chiamare 'rituali'". (mlm)
Erratum / Corrige -- Nell'elenco dei testi è scritto "Sekeok" anziché "Sebeok": solo la Segreteria può correggerlo. Speriamo che presto o tardi lo faccia.
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